domenica 31 agosto 2014

"CARO" GRILLO ORMAI SEI SPUTTANATO!!!



Beppe Grillo, nel 1992, era a bordo della Britannia.
Sì, proprio quella Britannia, sulla quale i potentati della perfida Albione costrinsero il Governo Italiano a dare il via alle privatizzazioni industriali, ovviamente allo scopo di arricchire ancora di più chi tiene in mano. Assieme all’attuale leader del M5S erano presenti Mario Draghi, Mario Monti, Emma Bonino, Giuliano Amato, vari esponenti della famiglia Agnelli, il presidente della Banca Warburg, Herman van der Wyck, il presidente dell’ Ina, Lorenzo Pallesi, Jeremy Seddon, direttore esecutivo della Barclays de Zoete Wedd, il direttore generale della Confindustria, Innocenzo Cipolletta e decine di altri manager ed economisti internazionali, invitati dalla Regina Elisabetta in persona.
Mentana era al porto di Civitavecchia con la troupe del TG5, intervistò per qualche minuto Beppe Grillo che era sbarcato dal tender del panfilo Britannia, Grillo al microfono che lei impugnava disse che a bordo del Britannia erano state discusse cose molto interessanti. La sua risposta è importante, perchè colloca Grillo in una posizione netta rispetto alla politichina che sta tentando di affermare manipolando giovani cervelli.
Anche Emma Bonino ha confermato la presenza a bordo del comico genovese: “Non so a che titolo fosse lì, ma la cosa mi parve abbastanza strana. Oggi tutto è più chiaro”
In quei giorni vi furono indignate prese di posizione della stampa nazionalista. Vi furono preoccupate interrogazioni parlamentari di esponenti del Msi. E vi fu un coro di voci allarmate che denunciarono la «regia occulta» dell’incontro, le strategie dei «poteri forti», la «svendita dell’industria italiana». L’uso del panfilo della Regina Elisabetta sembrò dimostrare che la crociera del Britannia era stata decisa e programmata dal governo di Sua Maestà. E il fatto che l’evento fosse stato organizzato da una società chiamata «British Invisibles» provocò una valanga di sorrisi, ammiccamenti e battute ironiche.
Cominciamo dal nome degli organizzatori. «Invisibili», nel linguaggio economico-finanziario, sono le transazioni di beni immateriali, come per l’appunto la vendita di servizi finanziari. Negli anni in cui fu governata dalla signora Thatcher, la Gran Bretagna privatizzò molte imprese, rilanciò la City, sviluppò la componente finanziaria della sua economia e acquisì in tal modo uno straordinario capitale di competenze nel settore delle acquisizioni e delle fusioni. Fu deciso che quel capitale sarebbe stato utile ad altri Paesi e che le imprese finanziarie britanniche avrebbero potuto svolgere un ruolo utile al loro Paese. «British Invisibles» nacque da un comitato della Banca Centrale del Regno Unito e divenne una sorta di Confindustria delle imprese finanziarie. Oggi si chiama International Financial Services e raggruppa circa 150 aziende del settore. Nel 1992 questa organizzazione capì che anche l’Italia avrebbe finalmente aperto il capitolo delle privatizzazioni e decise di illustrare al nostro settore pubblico i servizi che le sue imprese erano in grado di fornire.
Come luogo dell’incontro fu scelto il Britannia per tre ragioni. Sarebbe stato nel Mediterraneo in occasione di un viaggio della regina Elisabetta a Malta. Era invalsa da tempo l’abitudine di affittarlo per ridurre i costi del suo mantenimento. E, infine, la promozione degli affari britannici nel mondo è sempre stata una delle maggiori occupazioni del governo del Regno Unito.
 da italian.irib.ir

4 commenti:

  1. beh....credo che con tutte le occasioni che Grillo abbia avuto per sputtanarsi,la gita su quella specie di mausoleo galleggiante sia,come diceva Totò,una quisquilia,una pinzillacchera.Anche perché la politica economica inglese li ha portati,ad esempio, a cedere alle loro ex colonie (l'India),tutti i loro marchi automobilistici,pensa un po' com'è la vita!Eppoi è triste ricordare il 92.In quell'anno,inizio "mani pulite",avremmo potuto in questi vent'anni liberarci dalla corruzione,e non l'abbiamo fatto.Colpa nostra,del nostro voto.E sinceramente,se ci fossimo riusciti,Grillo avrebbe potuto anche trombarsi la regina e Mario Draghi su quella specie di panfilo,che mi importava di lui ancora meno di ora.(marcoSL)

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  2. Sai cosa credo? La corruzione era solo un pretesto, mani pulite è stata una manovra per togliere di mezzo una classe politica che non era disposta ad accettare tutti i diktat che arrivavano dagli USA e per di più non era così filoisraeliana. Erano ladri, corrotti mafiosi ma non abbastanza ubbidienti così....fuori tutti grazie a Di Pietro (che frequentava la CIA): fuori Andreotti, Craxi ecc. Cos'è cambiato? Ora abbiamo politici ladri, corrotti, mafiosi e UBBIDIENTI!! Se ti può consolare il nostro voto, come al solito, non c'entra niente.

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  3. Non so Alba....tolto l'episodio di Sigonella,non mi sembra che la vecchia classe politica fosse poco ubbidiente nei confronti degli USA.Dozier fu liberato dai corpi speciali,Moro no.Perché infastidiva la politica americana.Ustica è rimasto un mistero per omaggiare lo zio Sam.Non so se Di Pietro fosse un'adepto della CIA,ma credo che i ladri al governo li abbiamo rivotati noi.Mi riferisco soprattutto al triste ventennio berlusconiano e leghista.Quelli lì li abbiamo proprio votati noi!non c'era complotto,hanno proprio vinto le elezioni!Come popolo,quale sforzo abbiamo fatto per lasciarci ladri e corrotti alle spalle?Mi pare ben poco,o comunque non abbiamo sfruttato le occasioni per renderci più liberi.Grazie del blog,ciao (marcoSL)

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