martedì 22 giugno 2010

8 PER MILLE, MILLE VOLTE INDECENTE





Il contributo dell'8 per mille alla chiesa cattolica è scandaloso soprattutto perchè è destinato a uno stato straniero: uno stato che oltretutto dei suoi soldi e della sua banca fa un uso tutt'altro che trasparente (basti pensare in passato alla vicenda Calvi-Sindona). Si può anzi affermare che lo IOR è una delle istituzioni finanziarie più riservate al mondo e non è un caso che la cosiddetta "cricca", stando alle indagini tutt'ora in corso, abbia fatto transitare fondi occulti proprio per questa banca. E' di oggi la notizia dell'avviso di garanzia recapitato al cardinale Sepe.
Regalare, in questo momento di crisi, oltre un miliardo di euro alla chiesa sembra un inutile spreco; se a questo si aggiungono "i 650 milioni per gli stipendi dei 22 mila insegnanti dell’ora di religione («Un vecchio relitto concordatario che sarebbe da abolire», nell’opinione dello scrittore cattolico Vittorio Messori), altri 700 milioni versati da Stato ed enti locali per le convenzioni su scuola e sanità. Poi c’è la voce variabile dei finanziamenti ai Grandi Eventi, dal Giubileo (3500 miliardi di lire) all’ultimo raduno di Loreto (2,5 milioni di euro), per una media annua, nell’ultimo decennio, di 250 milioni. A questi due miliardi 600 milioni di contributi diretti alla Chiesa occorre aggiungere il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano, oggi al centro di un’inchiesta dell’Unione Europea per «aiuti di Stato». L’elenco è immenso, nazionale e locale. Sempre con prudenza si può valutare in una forbice fra 400 ai 700 milioni il mancato incasso per l’Ici (stime «non di mercato» dell’associazione dei Comuni), in 500 milioni le esenzioni da Irap, Ires e altre imposte, in altri 600 milioni l’elusione fiscale legalizzata del mondo del turismo cattolico, che gestisce ogni anno da e per l’Italia un flusso di quaranta milioni di visitatori e pellegrini. Il totale supera i quattro miliardi all’anno, dunque una mezza finanziaria, un Ponte sullo Stretto o un Mose all’anno, più qualche decina di milioni.
La Chiesa cattolica, non eletta dal popolo e non sottoposta a vincoli democratici, costa agli italiani come il sistema politico." (C. Maltese).
Non è tollerabile che uno stato laico rinunci a una cifra così elevata per finanziare uno stato estero che poi, sottoposto a indagini, può comodamente rifugiarsi nella propria legislazione sottraendosi a quella italiana.
Per non parlare poi del concordato... ma per questo vi rimando a un prossimo post.
 

















3 commenti:

  1. Sarebbe ora che i preti e le suore si mantenessero da soli e che quei soldi fossero destinati alle nostre scuole e alla sanità sempre più bistrattate.

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  2. http://www.youtube.com/watch?v=4MDIge6fk9Y

    per non dimenticare

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  3. Caro anonimo, questo invece è per conoscere i fondamentali

    http://www.youtube.com/watch?v=PBjLz8W2-Hk

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